Socrate
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Socrate (in greco Σωκράτης, 470 a.C. – 399 a.C.), filosofo greco.
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[modifica] Citazioni
- Ho un'ultima lezione da dare: essi mi devono uccidere perché sappiano quello che hanno fatto. La città dovrà affrontare la propria colpevolezza. (citato in George Steiner, Totem o tabù, in Nessuna passione spenta, p. 152)
- Io so di non sapere. (da Platone, Apologia di Socrate)
- Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l'anima con il male. (da Fedro, 91)
- Non dalle ricchezze ma dalle virtù nasce la bellezza. La ricerca porta alla verità. Un'ingiustizia non va commessa mai neppure quando la si riceve. Ad una persona buona non può capitare nulla di male: né in vita né in morte, le cose che lo riguardano non vengono trascurate da Dio. Ma ormai è giunta l'ora di andare io a morire e voi invece a vivere. Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che a Dio. (da Platone, Apologia di Socrate)
- «Sai dove si vende il pesce?» «Si, al mercato.» «E sai dove gli uomini diventano virtuosi?» «No.» «Allora seguimi» (citato in Diogene Laerzio,Vite dei filosofi)
- [A proposito di Platone] Ma tu guarda quante sciocchezze mi fa dire questo giovanotto ! (citato in Diogene Laerzio,Vite dei Filosofi)
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- Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
- Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona.
- Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso.
- Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.
- Il mio consiglio per te è di sposarti; se troverai una buona moglie, sarai felice; se non la troverai diventerai un filosofo.
- I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.
- L'ignoranza è l'origine di tutti i mali.
- La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.
- La morte è l'una o l'altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell'anima da un luogo ad un altro.
- La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere! Perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere.
- L'esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale.
- L'uomo più ricco è quello che si accontenta di poco, perché la contentezza è la ricchezza data dalla natura.
- Non esitate a sposarvi. Se troverete una buona moglie sarete felici. Se troverete una cattiva moglie diventerete filosofi... e questa è un'ottima cosa per qualunque uomo.
- Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte.
- Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.
- Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane.
- Praticare il bene è un affare. Se l'uomo non lo persegue è solo perché non ha la minima idea di dove si trovi il bene. Pertanto non è malvagio ma ignorante.
- Quella che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo coincide con la realizzazione della propria essenza.
- Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.
- È meglio subire ingiustizia piuttosto che farla.
- Tutte le guerre sono combattute per denaro.
- Viviamo intorno a un mare come rane intorno a uno stagno. [Allude al Mar Mediterraneo]
[modifica] Attribuite
- Conosci te stesso. (Talete)
- Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dei.
- Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.
- [Interrogato se bisognasse sposarsi o no] In entrambi i casi ti pentirai.
- Vada come sta a cuore al dio. Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve. (cap. 2)
- Certamente lo conoscete Cherofonte; [...] un giorno che era andato a Delfi, ebbe la faccia tosta di chiedere al dio [...] se ci fosse qualcuno più sapiente di me e la Pizia gli rispose che non c'era nessuno. (cap. 5)
- Certo sono più sapiente io di quest'uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. (cap. 6)
- Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto. (cap. 7)
- Chi è quell'uomo che potrebbe credere che esistono i figli degli dei e non esistono gli dei? (cap. 15)
- Hai torto, amico, se pensi che un uomo di qualche merito debba star lì a calcolare il rischio di vita e di morte, invece di pensare se ciò che fa è giusto o ingiusto e se si è comportato da uomo onesto o malvagio. (cap. 16)
- Nessuno sa cosa sia la morte e se essa non sia il maggiore di tutti i beni; e invece gli uomini ne hanno paura, come se sapessero bene che essa è il più grande dei mali. (cap. 17)
- Mai temerò e fuggirò quelle cose che io non so se siano buone, per altre che, invece, so e riconosco cattive. (cap. 17)
- Non dalla ricchezza nasce la virtù, ma che dalla virtù deriva, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l'individuo come per gli stati. (cap. 17)
- Nessun uomo riuscirà a salvarsi qualora vorrà opporsi lealmente a voi o al popolo e impedire che nella sua patria avvengano ingiustizie e illegalità. (cap. 19)
- La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi. (cap. 21)
- Una vita senza ricerca non è degna per l'uomo di essere vissuta. (cap. 28)
- Nessuno, dinanzi alla giustizia o al nemico deve star lì a escogitare i mezzi per sfuggire, a tutti i costi, alla morte. (cap. 29)
- Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte. (cap. 29)
- Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso. (cap. 32)
- Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte. (cap. 33)
- Mio caro Critone, questo tuo zelo sarebbe assai lodevole se fosse conforme a giustizia, altrimenti, più esso è insistente, più è biasimevole. (cap. 6)
- Se noi, prestando orecchio a quelli che non se ne intendono, roviniamo ciò che diventa migliore attraverso un sano esercizio e va, invece, in malora con pratiche dannose, che ne sarà della nostra vita? (cap. 8)
- L'importante non è vivere, ma vivere bene. (cap. 8)
- Far del male non è per nulla diverso dall'essere ingiusti. (cap. 10)
- A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell'essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d'esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti, io ritengo che l'esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l'uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso.
- La retorica, dunque, a quanto pare, è artefice di quella persuasione che induce a credere ma che non insegna nulla intorno al giusto e all'ingiusto.
- La scienza non è altro che percezione.
- Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l'uno non riconosca che l'altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l'altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull'argomento proposto nella discussione.
- Dunque, il retore e la retorica si trovano in questa posizione rispetto a tutte le altre arti: non c'è alcun bisogno che sappia come stiano le cose in sé, ma occorre solo che trovi qualche congegno di persuasione, in modo da dare l'impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno.
- Apposta noi ci procuriamo amici e figli! perché quando noi, divenuti più vecchi, cadiamo in errore, voi che siete più giovani, al nostro fianco, raddrizziate la nostra vita nelle opere e nelle parole.
- Se uno fa una cosa per un fine, non vuole la cosa che fa, bensì la cosa per cui fa quello che fa.
- Non bisogna invidiare chi non è degno di essere invidiato né gli sciagurati, ma averne piuttosto compassione.
- Io non preferirei né l'uno né l'altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.
- La verità non si confuta mai.
- I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.
- Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d'accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.
- È opportuno che il malvagio venga punito, quanto lo è che il medico curi l'ammalato: ogni castigo, infatti, è una sorta di medicina.
- Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire. [citando Euripide]
- Anche un allevatore di asini, di cavalli e di buoi, che fosse tale quale Pericle fu, avrebbe la fama di essere un cattivo allevatore.
- La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra.
- Dai potenti vengono gli uomini più malvagi.
[modifica] Citazioni su Socrate
- A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica". (Umberto Galimberti)
- Ai piedi del Cristo si apprende ciò che Platone non poté insegnare e ciò che Socrate non imparò mai. (Fulton J. Sheen)
- Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità. (Mario Andrea Rigoni)
- Di tutti gli uomini famosi mai vissuti, quello che di più mi sarebbe piaciuto essere è Socrate. Non tanto perché era un grande pensatore, dato che io stesso sono noto per aver avuto delle pensate discretamente profonde, anche se le mie ruotano invariabilmente attorno a una hostess svedese e a delle manette. (Woody Allen)
- La morte di Socrate e la crocifissione di Cristo fanno parte dei grandi tratti caratteristici dell'umanità. (Arthur Schopenhauer)
- Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un'aria sul flauto. "A cosa ti servirà?" gli fu chiesto. "A sapere quest'aria prima di morire". (Emil Cioran, citato in Italo Calvino, Perché leggere i classici – Mondadori)
- Mi resi conto, allora, che in breve tempo questi individui riuscirono a far sembrare l'età dell'oro il periodo precedente, e fra le altre scelleratezze di cui furono responsabili, mandarono, insieme ad altri, il vecchio amico Socrate – una persona che non ho dubbi a definire l'uomo più giusto di allora – a rapire con la forza un certo cittadino al fine di sopprimerlo. E fecero questo con l'intenzione di coinvolgerlo con le buone o con le cattive nelle loro losche imprese. Ma Socrate si guardò bene dall'obbedire, deciso ad esporsi a tutti i rischi, pur di non farsi complimenti delle loro malefatte. (Platone)
- Quando Socrate e i suoi due grandi discepoli composero un sistema di etica razionale, essi difficilmente stavano proponendo una legge pratica per l'umanità... stavano semplicemente scrivendo un epitaffio eloquente per la loro patria. (George Santayana)
- Sapete chi era Aspasia, signore?... Quantunque ella vivesse in un'epoca in cui le donne non avevano ancora un'anima, era un'anima; un'anima color rosa e porpora, più ardente del fuoco, più fresca dell'aurora. Aspasia era creatura in cui i due estremi della donna s'univano; era la prostituta dea. Socrate più Manon Lescaut. Aspasia fu creata nel caso fosse necessitata una meretrice a Prometeo. (Victor Hugo)
- Socrate diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell'ovvio: non accettiamo quello che c'è, perché se accettiamo quello che c'è, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore. (Umberto Galimberti)
- Socrate è il filosofo: Aristotele professa il sistema della propria filosofia. (Carlo Michelstaedter)
- a) Socrate è un uomo; b) tutti gli uomini sono mortali; c) tutti gli uomini sono Socrate, quindi tutti gli uomini sono omosessuali. (Amore e Guerra)
- Socrate si fece serio serio: «Io», cominciò «non so che una cosa sola ...» «È un po' poco» osservò il professore, rabbuiandosi e scambiando occhiate espressive coi colleghi di commissione, «comunque diccela.» «So», proseguì Socrate con grande serenità, «di nulla sapere.» «È una bella nozione» disse tra i denti uno dei professori che assistevano. (Achille Campanile)

